L’ombra lunga dell’Estremo Oriente si allunga su Tokyo: la scherma asiatica alla conquista dei Giochi

Corea ma non solo. Dalla Cina ai padroni di casa del Giappone, senza dimenticare la rampante Hong Kong. L’onda asiatica è pronta a montare nella scherma alle prossime Olimpiadi e si dovrà fare i conti con questa realtà.

 

Sono passati ormai 37 anni da quando, ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984 la cinese Luan Jujie si impose nella gara di fioretto femminile mettendo a referto la prima storica medaglia d’oro nella scherma non solo per il suo paese, ma anche e soprattutto per il movimento dell’estremo oriente. Da quel giorno tanta acqua ne è passata sotto i ponti e, alla vigilia dei GIochi di Tokyo, la scherma asiatica è ormai una solida realtà. Che in Giappone punta a fare la voce grossa.

E proprio i padroni di casa potrebbero rappresentare una bella sorpresa. Il fattore campo, ma più di tutto, il grande lavoro fatto proprio in preparazione di questo appuntamento con investimenti mirati – ad esempio le chiavi della squadra di fioretto femminile affidate a Franck Boidin -e la crescita di atleti giovani. Ueno Yuka, le sorella Azuma, i fiorettisti Shikine Takahiro e Saito Toshiya solo per fare qualche nome. E ancora, due elementi molto validi nella spada maschile come Yamada e Minobe, con forti chance per la medaglia.

Molto ambiziosa è anche la Corea. La sciabola maschile sarà con ogni probabilità terreno di caccia preferito, tanto a livello individuale quanto a squadre. Ma se si vuole fare eccezione per il fioretto femminile, dove è in lizza la sola Hee Sook Yeon, difficile trovare una gara in cui la formazione sud coreana non sia pericolosa. Nella spada maschile difende il titolo di Park Sangyoung, le spadiste sono atlete temibilissime nell’una e nell’altra gara, le sciabolatrici clienti potenzialmente insidiose.

Impossibile da non mettere nel novero delle pretendenti alle medaglie la Cina. A partire dalla spada, che dopo l’Olimpiade brasiliana si è affidata a Huges Obry, raccogliendo dividendi decisamente interessanti. Soprattutto al femminile: un argento, un bronzo e un oro Mondiali a squadre fra 2017 e 2019, più l’argento individuale di Lin Sheng sempre a Budapest. Senza dimenticare che la stella della squadra, Sun Yiwen, difende il bronzo vinto a Rio cinque anni fa. Da non sottovalutare anche le sciabolatrici, che a livello individuale bazzicano le parti alte del ranking e potenzialmente insidiose anche nella gara a squadre.

La vera forza emergente di questa Olimpiade, dietro alle potenze storiche della scherma asiatica, è però Hong Kong. Kong Man Wai è una spadista di livello assoluto, medagliata ai Mondiali, vincitrice in Coppa del Mondo, capace anche di issarsi al numero uno della classica internazionale nelle passate stagioni. Nel fioretto maschile attenzione a Cheung Ka Long, punta di diamante di un quartetto che occupa attualmente la quinta posizione del ranking internazionale e che ha al suo interno l’attuale numero 8 del Mondo Choi Chun Yin. Un brutto cliente per tutti insomma, complice anche la presenza nello staff tecnico di Maurizio Zomparelli.

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Foto: Augusto Bizzi

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