Russian supremacy, Velikaya e compagne ancora nell’Olimpo della sciabola

Battuta la Francia in una bellissima finale per 45-41, la Russia è nuovamente Olimpionica nella sciabola femminile a squadre. Bronzo per la Corea.

 

Doppietta russa nella gara individuale, poi oro nella prova a squadre. Se vi sembra un film già visto, non siete per nulla in errore. Cambia il cast, o meglio una parte di esso perché Sofya Velikaya è presenza fissa in entrambe le locandine, ma non la sceneggiatura. A Rio 2016 così come a Tokyo è una Russia pigliatutto. Con buona pace di Ucraina, avversaria di allora, e Francia, avversaria di oggi.

Niente da fare per Manon Brunet e compagne, scattate meglio delle russe ma trovatesi ancora a pagare un passaggio a vuoto di Charlotte Lembach. La strasburghese, alla sua ultima recita in carriera, rivede contro una scatenata Olga Nikitina i fantasmi già visti contro Michela Battiston in semifinale, nel match che di fatto muta l’inerzia dell’assalto finale. Da quel momento, dopo l’11-3 di parziale,  è solo Russia.  Sofya Podzniakova e Sofya Velikaya completano il lavoro malgrado i tentativi di Sara Balzer, Manon Brunet e Cecilia Berder di ribellarsi al destino d’argento e la medaglia d’oro va ancora al collo della squadra più forte.

Finisce 45-41 per le russe. Sofya Podzniakova fa doppietta proprio come Yana Egorian cinque anni fa, la sua omonima Velikaya, rimasta senza la corona individuale, mette in bacheca un altro titolo a squadre. Il resto lo fa una solidissima Olga Nikitina, piazzata in chiusura nella finalissima e brava a respingere gli assalti di una mai doma Cecilia Berder. Menzione merita anche Svetlana Sheveleva, che partecipa e palpita dalla panchina ma che viene privata della gioia della medaglia da una regola del tutto priva di senso per cui se non entri in pedana non sali sul podio.

Dall’altra parte, c’è la Francia che scrive un nuovo pezzo della Storia della scherma nazionale. Nessuna prima d’ora, fra le sciabolatrice d’oltralpe, era riuscita a prendere una medaglia Olimpica a squadre. Charlotte Lembach saluta la scherma con una medaglia, lei che è stata colonna assieme a Cecilia Berder del quartetto capace di essere sempre al top Mondiale negli ultimi anni. Riscuote il credito coi Cinque Cerchi Manon Brunet, che torna a casa con un bronzo individuale e un argento a squadre. Ha da sorridere anche Sara Balzer: quattro anni fa il drammatico crac ai Mondiali di Lipsia proprio mentre la sua carriera sembrava poter decollare. Sara, dopo essersi persa la festa Mondiale, è tornata, ha lottato, si è ripresa il suo posto in squadra e il podio Olimpico.

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Foto Bizzi

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