Bebe Vio, il miracolo dopo la grande paura

In un lungo post sui propri social, Bebe Vio ha raccontato il delicatissimo momento attraversato in avvicinamento alle Paralimpiadi di Tokyo 2020.

 

È riuscita ancora una volta a sorprendere e a meravigliare tutti. Facile a dirsi, decisamente meno a farsi  quando ci si chiama Beatrice Vio, per tutti Bebe, e si è abituati a raccogliere vittorie su vittorie lasciando alle avversarie solo le briciole. Al punto che a fare notizia sono ormai quelle rarissime volte in cui al centro del podio nelle foto di fine gara svetta il sorriso di qualche altra atleta e non il suo.

Eppure la ragazza magica, l’icona per antonomasia capace di trascendere il confine nazionale e di disciplina fino a ergersi a uno dei simboli dell’intero movimento paralimpico globale, è riuscita ancora una volta a scrivere una Storia incredibile. Non solo quello di un trionfo laddove era più attesa o di una medaglia d’argento dal peso specifico e simbolico enorme vinta assieme a due ragazze diventate qualcosa di più di semplici compagne di pedana. Ma quella di un vero e proprio miracolo, umano e sportivo. Ben oltre quella che può sembrare al momento facile retorica.

L’uscita a riveder le stelle dopo aver attraversato un inferno lungo mesi. Un viaggio iniziato nel settembre del 2020 con un doloroso infortunio al gomito e proseguito con un nuovo faccia a faccia con un nemico tanto subdolo quanto potenzialmente letale. Infezione da stafilococco aureo, ha spiegato Bebe dapprima nelle interviste immediatamente successive all’oro individuale quindi oggi, in un lungo post social in cui ha raccontato il suo lungo calvario. In cui è passata dalla prospettiva di un’ulteriore amputazione del suo corpo già martoriato dalla meningite quando aveva appena 11 anni. Ma anche da quella, una volta scongiurato il peggio, di dover saltare l’appuntamento per cui aveva lavorato sin dal primo giorno dopo il trionfo di Rio 2016.

Il resto è storia di una corsa folle al recupero, malgrado il countdown segnasse 119 alla Gara quando Bebe Vio ha lasciato l’ospedale. Quattro mesi per cercare di arrivare pronta al doppio grande appuntamento, quello con la gloria personale e quello con la gloria da condividere assieme ad Andreea Mogos e Loredana Trigilia. Il tutto non prima di aver guidato la delegazione Azzurra più numerosa di sempre alle Paralimpiadi all’interno dello Stadio Olimpico il giorno della cerimonia d’apertura.

“Se qualche settimana fa mi avessero detto “A Tokyo vincerai due medaglie” mi sarei messa a ridere” ha scritto Bebe. E invece la Storia dice proprio questo: oro individuale e argento a squadre. Altro che farsi una risata. Dal volto di Beatrice sgorgano lacrime. Le più dolci che si potessero mai piangere.

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Foto Bizzi

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