Europei Antalya 2022, un’Italia fra gioventù ed esperienza per la caccia alle medaglie nella sciabola maschile

Scherma - Gioventù ed esperienza per la sciabola maschile azzurra ad Antalya

Curatoli, autori sin qui di un’ottima stagione e Samele gli elementi più esperti. Debutto assoluto per Gallo e Torre. L’Italia va a caccia di medaglie nella sciabola maschile agli Europei di Antalya, ma la concorrenza è forte.

 

L’esperienza di Gigi Samele, l’ottimo momento di Luca Curatoli protagonista di una grande stagione a livello individuale, la gioventù e la spensieratezza dei due debuttanti Michele Gallo e Pietro Torre. Nicola Zanotti vara un’Italia del tutto inedita per la caccia alle medaglie nella sciabola maschile agli Europei di Antalya. Ritiri eccellenti, infortuni e altre contingenze hanno portato alla formazione di questa squadra che è perfetto mix fra senatori e nuove leve desiderose di emergere nel panorama internazionale.

Curatoli ha marciato sin qui a grande ritmo con tre podi in Coppa del Mondo e il primo successo strappato ad Aron Szilagy in un confronto diretto dopo ben 11 tentativi. Uno stato di forma corroborato anche dal podio centrato agli Assoluti di Courmayeur, dove ha chiuso al terzo posto. Senza dubbio quella del napoletano è la carta più quotata al mazzo di Zanotti, complice anche lo stato di forma tutto da valutare di Gigi Samele. L’argento Olimpico di Tokyo è vero ha vinto il suo quarto titolo nazionale, ma sulle pedane valdostane è apparso tutt’altro che al top e ha comunque per precauzione evitato di tirare la finale per il bronzo della prova a squadre assieme alle Fiamme Gialle.

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Diversa è la situazione per i due debuttanti. Che partono sottotraccia e non hanno nulla da perdere, potendo lasciare quindi ampia libertà al loro talento di esprimersi. E, perché no, provare ad arrivare lontano come del resto lo stesso Michele Gallo ha già sperimentato a Madrid, chiudendo con un piazzamento fra i primi otto della classifica generale.

Certo, per tutti e quattro ci sarà da districarsi fra una concorrenza che, pur priva per ovvie ragioni geografiche dei mostri sacri coreani (che per non perdere l’abitudine hanno impresso l’ennesimo dominio sulla scena asiatica), sarà comunque tosta. A guidare la fila c’è ovviamente Aron Szilagyi, che da quando è tornato sulla scena ha messo sul tavolo due vittorie e un piazzamento negli otto. Segno che il fuoriclasse ungherese non è certo sazio di vittorie. Fra gli elementi da non sottovalutare il georgiano Sandro Bazadze vincitore della tappa di Coppa del Mondo disputatasi nella sua Tbilisi e già medagliato agli Europei. Germania, Francia e Ungheria i pericoli maggiori per la prova a squadre.

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Foto Bizzi