Italia, è il momento di alzare l’asticella! Le spadiste azzurre puntano il bersaglio grosso al Cairo

Scherma - La preview della gara di spada femminile a squadre al Cairo

Nella spada femminile ai Mondiali del Cairo l’Italia punta in alto dopo una stagione da protagoniste e l’argento Europeo ad Antalya. Talento e un gruppo compatto per la sfida in un percorso con tante insidie.

 

Da Antalya al Cairo per scrivere…un’altra Antalya. In casa Italia si guarda con ottimismo ed entusiasmo alla prova a squadre di spada femminile sulle pedane egiziane e, al netto della sempre inevitabile scaramanzia, l’obiettivo è quello di poter fare ancora un passo in più rispetto al già ottimo argento conquistato un mese fa agli Europei. L’altra Antalya, quella dell’impresa firmata Cascioli – Del Carretto – Moellhausen – Quondamcarlo, è storia di 13 anni fa e per il quartetto azzurro potrebbe essere arrivato il momento di rinfrescare la gloria iridata e provare a riportare l’Italia della spada femminile sul gradino più alto del podio.

Alzare l’asticella – Fin dalla fine della finale sfortunata contro la Francia nella rassegna continentale, Rossella Fiamingo, Federica Isola, Mara Navarria e Alberta Santuccio hanno immediatamente lanciato la sfida. “Serve alzare ancora di più l’asticella”, il loro guanto alle tante avversarie che si possono incrociare lungo un cammino che si preannuncia tutt’altro che facile e ricco di insidie sparse qua e là per il tabellone. Per affrontarlo, le tante certezze date da un quartetto compatto e che alla voce “talento individuale” ha ben pochi eguali. Medaglia di bronzo alle Olimpiadi, medaglia d’argento agli Europei il biglietto da visita che le ragazze di Dario Chiadò possono mettere sul tavolo per ritagliarsi il loro posto al sole fra le potenze mondiali della spada. Il resto del lavoro dovranno farlo le quattro azzurre, chiamate a recitare un copione perfetto in ogni sua parte.

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Mille insidie – Perché la spada è arma che non ammette distrazioni o sbavature. E in cui le insidie sono sparse in ogni mattonella del cammino. E poco importa se la temibile Corea del Sud se ne sta dall’altra parte e il possibile incrocio possa arrivare solo in finale; oppure se l’Estonia medaglia d’oro a Tokyo si trova all’ultimo a dover fare a meno di un elemento chiave come Katrina Lehis, fermata da un infortunio alla gamba. E nemmeno rende più facile il tutto l’assenza della Russia e la Cina priva di Sun Yiwen. Le trappole si nascondono ovunque. La solidità della Francia, ad esempio, ha già fatto molto male alle azzurre proprio ad Antalya al netto dei tanti acciacchi e malanni che hanno complicato ancora di più la faccenda al gruppo italiano. Gli Stati Uniti, anche se in formazione del tutto rinnovata o quasi rispetto al 2018 qunado arrivò al titolo del Mondo, hanno dimostrato di essere un gruppo compatto e difficile da battere.

Approccio – Ma più di ogni altro aspetto, quello che conterà di più sarà l’approccio al match e la massima concentrazione. Basta davvero poco perché un match, anche contro avversarie sulla carta più abbordabili, si possano complicare pericolosamente o peggio. Se Rossella, Federica, Mara e Alberta reciteranno lo stesso copione di Antalya alzare l’asticella (e andare oltre) può diventare molto di più di un semplice proclama della vigilia.

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Foto Pavia/Bizzi

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