Ragazze da record

Scherma - Donne da record, le protagoniste dei Mondiali al Cairo

Dalla settima medaglia di fila di Arianna Errigo allo storico oro di Misaki Emura. Ma anche le tante prime volte e lunghi digiuni spezzati.

 

Mondiali del Cairo, semifinale del torneo di sciabola femminile. La giapponese Misaki Emura e la spagnola Araceli Navarro si stringono la mano a centro pedana al termine dell’assalto che avrebbe lanciato la prima in finale e quindi verso il titolo Mondiale e fermato la corsa della seconda sul terzo gradino del podio. L’iberica e la nipponica sono soltanto due delle donne che sulle pedane del Cairo hanno scritto nuove pagine di storia della scherma al femminile: chi centrando uno storico oro, chi spezzando un digiuno di vittorie che durava da mezzo secolo, chi regalando al proprio paese una medaglia in una rassegna iridata sin lì rimasta inedita. O anche chi, come la nostra Arianna Errigo, chiudendo per la settima volta di fila un Mondiale con un metallo al collo.

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Sciabolatrici sugli scudi – La sciabola femminile è stata l’arma che ha regalato più record. La relativa giovane età della disciplina a livello Mondiale la rende ovviamente terreno fertile per nuove conquiste, favorite quest’anno anche dall’assenza delle russe. Ad approfittarne a piene mani è stata la giapponese Misaki Emura, rivelazione di questa stagione e meritatamente campionessa del Mondo. Un oro, il suo, che non solo è una primizia assoluta per il Giappone ma che è anche il primo a essere vinto da un’atleta che non sia o russa o ucraina. O meglio, in quest’ultimo caso, che non sia Olga Kharlan. Anche Araceli Navarro può raccontare di aver fatto la Storia: prima della madrilena, infatti, nessuna spagnola aveva vinto una medaglia mondiale nella sciabola femminile. Navarro, peraltro, è diventata al contempo la seconda donna spagnola a centrare una medaglia in una rassegna iridata dopo la compianta Taymi Chappé, bronzo nella spada femminile nel 1997. Per concludere la carrellata, non si può non citare l’impresa compiuta da Sugar Battai, Renata Katona, Liza Pusztai e Luca Szucs, le “ragazze terribili” dell’Ungheria che ha sbancato la prova a squadre dopo aver sgambettato nel loro cammino Italia e Francia.

Digiuno spezzato – Si può sempre fare la storia anche se si appartiene a una scuola storica e dalla lunghissima tradizione schermistica. Ce lo ha insegnato Ysaora Thibus, che ha trovato in Egitto la meritata consacrazione del suo talento. Personaggio dentro e fuori dalle pedane, dove si disimpegna fra moda e impegno civile, la fiorettista originaria di Guadalupa ha riportato in Francia un titolo, quello di fioretto femminile, che mancava da ben 51 anni. Più precisamente, dal titolo vinto da Marie-Chantal Demaille  a Vienna nel 1971, rimasto peraltro l’unico sigillo iridato di una francese nel fioretto femminile sino alla salita al trono di Thibus.

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La spada è coreana – Nel Mondiale delle prime volte, c’è spazio anche per le spadiste coreane. Song Sera  torna a casa con il jackpot, prima centrando il bersaglio grosso in proprio, quindi facendo il bis a squadre assieme a Choi Injeong, Kang Young Mi e Lee Hyein. Diventando la prima coreana della storia a fare la doppietta fra oro individuale – già vinto da Nam Hyun Hee (solo omonima della rivale storica di Valentina Vezzali nel fioretto) nel 2002 – e oro a squadre. Trofeo questo sin qui mai vinto dalla Corea, che lo aveva solo sfiorato nel 2018 quando a vincere furono gli Usa.

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Foto Bizzi

 

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