Da dove riparte la spada italiana

Scherma - Da dove riparte la spada italiana

In trentino il primo raduno stagionale dell’arma guidata da Dario Chiadò. Che riparte dopo una stagione da protagonista nell’uno e nell’altro settore e con tante certezze in vista del via alla qualificazione Olimpica ad aprile.

 

Aprile è ancora molto lontano, ma è inevitabile che sia già ben messo a fuoco nel mirino di Dario Chiadò. La qualificazione alle Olimpiadi di Parigi 2024, che passa anche attraverso il Mondiale di Milano del prossimo luglio, è obiettivo da non fallire e da preparare con la massima cura ad ogni dettaglio. A maggior ragione dopo la brillantissima stagione post Tokyo, in cui il responsabile d’arma torinese ha raccolto ricchi dividendi tanto al femminile quanto al maschile. In ossequio alla famosa frase per cui confermarsi è arte assai più complessa dell’affermarsi, per Chiadò il difficile (ma anche il bello) arriva proprio ora.

I cinque giorni di ritiro previsti da mercoledì 28 settembre a domenica 2 ottobre in trentino, quindi, saranno utili per fare un primo punto della situazione in vista di una stagione internazionale che scatterà ufficialmente il prossimo novembre anche se per alcune delle ragazze del gruppo ci sarà un primo interessante test alla Coppa Europa di Cagliari il prossimo 8 ottobre. Ma da dove riparte la spada italiana all’alba di uno snodo cruciale come quello che attende il tecnico torinese nei prossimi mesi e, se tutto andrà come da programma, più in là?

Parte da tante certezze. Prima su tutte, quelle di aver trovato una solida ossatura nelle squadre. Visto e considerato che la qualifica a Parigi 2024 passa in primis dai quartetti, una base di partenza davvero niente male. Nulla di chiuso e definitivo nell’uno come nell’altro settore, ma di certo una griglia di partenza al momento ben delineata. Dopo qualche esperimento iniziale condito comunque da due piazzamenti sul podio fra Tallinn e Barcellona, al femminile Dario Chiadò si è affidato al quartetto che a Tokyo ha strappato una prestigiosa medaglia di bronzo raccogliendo due argenti fra Europei e Mondiali. E da qui ripartirà: da Rossella Fiamingo, tornata la miglior versione di sé stessa anche a livello individuale come da certificazione rilasciata dall’argento agli Europei di Antalya e dal bronzo ai Mondiale del Cairo; da Alberta Santuccio, alla sua miglior stagione in carriera impreziosita anche da una vittoria al Grand Prix di Budapest; ma anche da Federica Isola, sempre di più una certezza ad alto livello, e Mara Navarria, che vuole farsi ancora un altro tiro, un altro giro e ma gari un altro regalo a Cinque Cerchi.

Al maschile il tecnico torinese è ripartito dalla delusione tremenda dei Giochi di Tokyo e da lì ha ricostruito un gruppo unito e vincente. Ad Andrea Santarelli e Gabriele Cimini ha affiancato in pianta stabile Federico Vismara e Davide Di Veroli creando quel sapiente mix che, dopo qualche difficoltà iniziale, ha riportato in Italia il titolo Europeo a squadre dopo oltre vent’anni e ha rischiato di fare bis un mese dopo ai Mondiali fermato solo dalla miglior Francia. Due cavalcate che hanno messo in luce non solo la coesione e il team spirit, ma anche la forza dei singoli di riscattarsi dopo le deludenti gare individuali.

Ecco, la forza dei singoli. Che non sta soltanto negli otto nomi sin qui fatti per affrontare il discorso squadre. Dietro infatti, tanto fra le ragazze quanto fra i ragazzi, c’è una batteria di atleti competitivi a caccia del loro posto al sole. Giulia Rizzi e Nicol Foietta da una parte, Valerio Cuomo, straordinario vincitore della prova di Coppa del Mondo a Sochi, ed Enrico Garozzo (a caccia di riscatto dopo una stagione difficile) dall’altra sono solo alcuni degli esempi. Tanta carne al fuoco, quindi, per il ct Chiadò. La strada che porta a Parigi 2024 non è che all’inizio.

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Foto Bizzi

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