L’uomo da battere

Scherma - Tommaso Marini, l'uomo da battere

Tommaso Marini, dopo quanto fatto vedere la scorsa stagione, riparte da numero 1 al Mondo nel fioretto maschile. L’anconetano, vice campione del Mondo in carica, è atteso adesso dalla riconferma su quei livelli.

 

C’è stato un momento nella passata stagione in cui Tommaso Marini ha accarezzato molto da vicino l’idea di dire basta e appendere il fioretto al chiodo a nemmeno 22 anni. Più che le brutte gare di Parigi e il Cairo all’alba del nuovo corso azzurro, a mettere il tarlo del ritiro a Tommy era stata quella sensazione sgradevole che il suo modo di vedere la scherma non fosse più quella guidata dal divertimento ma da una sorta di routine lavorativa che poco alla volta stava togliendo motivazioni. «Ad un certo punto» ha dichiarato il talento marchigiano in un’intervista concessa al “Corriere dell’Adriatico” la scorsa estata, poco prima di partire per i Mondiali del Cairo «non lo vedevo più come un divertimento, come dovrebbe essere, ma come un lavoro che mi pesava. In sostanza c’è stato un momento in cui non mi divertivo più a fare scherma ed ho pensato di mollare». Accantonato grazie al consiglio di genitori e Maestri il delittuoso proposito, la stagione di Tommaso Marini è svoltata all’improvviso, proprio nel giorno del suo compleanno numero 22, con la prima vittoria in Coppa del Mondo a Belgrado.

Da quel momento in poi l’ascesa del fiorettista azzurro, su cui si spendevano già dai tempi delle giovanili parole molto interessanti in prospettiva futura, è stata irresistibile. Un altra vittoria nel Grand Prix di Incheon, quindi il doppio argento fra Europei e Mondiali, senza escludere dalla conta anche il terzo posto ottenuto sempre in Coppa del Mondo nella tappa di Plovdiv. Un filotto di risultati che gli ha permesso di chiudere l’anno da vincitore della Coppa del Mondo Assoluta. Stefano Cerioni ha investito su di lui, facendo di Tommaso un perno di un quartetto ricostruito partendo dai veterani Alessio Foconi e Daniele Garozzo a cui mixare il talento dello stesso Marini e di Guillaume Bianchi. In cambio sono arrivati dividendi ricchissimi, sia a squadre che a livello individuale.

Ora, per Tommaso Marini arriva il difficile. Grandi risultati portano grandi attese e il marchigiano ha cambiato il suo status da rivelazione a uomo da battere. Una sfida intrigante quella che lo attende, da affrontare però con la consapevolezza di avere dalla sua non solo tutti i mezzi tecnici e la giusta testa per poter primeggiare a lungo ma anche, vista la giovane età, enormi margini di miglioramento. «Ha un grande talento, un allungo micidiale e una grande scelta di tempo nelle stoccate, ma deve ancora completarsi» aveva detto di lui Cerioni tracciando alla Gazzetta dello Sport il bilancio di fine stagione. Sabato a Bonn il primo test stagionale, Milano come appuntamento già segnato sul calendario. Quella parolina, “vice”, davanti alla voce Campione del Mondo comincia davvero a stare stretta al ragazzo anconetano.

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Foto: Bizzi