A Parigi va in scena un altro fine settimana (quasi) perfetto del fioretto azzurro

Scherma - Fioretto, Italia protagonista sulle pedane di Parigi

Tre vittorie, un secondo e un terzo posto individuali. A Parigi prosegue lo show del fioretto azzurro, ancora imbattuto al femminile e con il quartetto campione del Mondo che centra la prima vittoria da iridati. E fra un mese c’è l’appuntamento a Torino.

 

Prossima fermata, Torino. Archiviato il lungo e redditizio fine settimana di Parigi, il fioretto italiano punta i fari sull’appuntamento casalingo che si disputerà fra poco meno di un mese in un Pala Isozaki che dopo tre anni di stop per pandemia tornerà ad accogliere il gotha della scherma Mondiale. L’occasione perfetta per ammirare in azione lo squadrone azzurro che è uscito dalla bolgia del Coubertin con la sacca piena di medaglie e l’inevitabile entusiasmo per approcciare al meglio un appuntamento così sentito.

Alice superstar – I numeri parlano ancora una volta chiaro. Al femminile sin qui ha risuonato soltanto l’inno di Mameli. Alice Volpi sta ricalcando sin qui in copia carbone il bruciante avvio della passata stagione, quando la senese si impose consecutivamente nelle prime tre prove. Sulle pedane del Coubertin si prende di forza l’onore di essere la prima donna a iscrivere il proprio nome sull’albo d’oro del Challenge International al femminile. Scollinato non senza difficoltà il primo assalto, notoriamente ostica per l’iridata 2018, Alice si è liberata e ha lasciato che fosse il suo talento a fare il lavoro. Il braccio di ferro contro la Thibus, sospinta da uno stadio intero, è stato forse il capolavoro di giornata, ancora più della finale contro Lee Kiefer nell’ennesima riproposizione di quello che promette essere il nuovo dualismo del fioretto femminile. Ora per la toscana l’obiettivo è proseguire con questo ritmo sino alla fine della stagione, ma come da lei stessa dichiarato al termine della gara, serve tenere i piedi ben piantati a terra.

Francesca, la solita sospetta – Volpi, Kiefer, Thibus, ma anche Francesca Palumbo. La lucana dell’Aeronautica Militare si conferma atleta sempre più solida e si prende il secondo podio di fila dopo quello di Belgrado a dicembre. Peccato per la stanchezza nel finale (e un pizzico di sfortuna) che non le permettono di lottare appieno contro l’Olimpionica di Tokyo 2020. Ma nel club delle “solite sospette” da mettere fra le favorite a ogni gara, Palumbo ci sta senza se e senza ma.

Il ritorno di Serena – Fra le note più positive della gara di Parigi, la finale a otto centrata da Serena Rossini nella prova individuale. Il 2019 poteva essere il suo anno, con un Mondiale Under 20 da disputare con il ruolo di favorita ma chiusosi dopo pochi minuti con un ginocchio a pezzi e tante lacrime di dolore a rigare il volto. Dopo la lunga ripresa ci si è messo di mezzo il covid e il conseguente lungo letargo coatto delle competizione a rallentarne il cammino. Sabato finalmente una gara da protagonista, chiusa anche questa volta in lacrime dopo essersi assicurata un posto fra le migliori della classifica. Ma questa volta niente dolore, solo tanta gioia ed emozioni.

Finale a otto per Serena Rossini (Foto: Gennari)

Squadre fortissimeDue su due al femminile, anche in contumacia di Arianna Errigo che dagli spalti del Coubertin non ha comunque fatto mancare alle compagne supporto e tifo. Assente la Russia, difficile trovare in questo momento un quartetto che possa tenere il passo con le azzurre: non gli Stati Uniti (che hanno però una squadra molto giovane che sta crescendo con la chioccia Lee Kiefer), di fatto già domati dopo un terzo di match con il resto dell’assalto diventato un lungo count down verso qua. Non la Francia, ieri sgambettata proprio dagli Usa in semifinale e addirittura finita fuori dal podio dopo la sconfitta con il Giappone. Analizzando più nel dettaglio la gara di ieri, da segnalare una Martina Favaretto particolarmente efficace, soprattutto nella rincorsa alle nipponiche in semifinale. Non aveva ancora vinto, invece, la squadra maschile, capace comunque di centrare nelle due precedenti uscite altrettanti piazzamenti sul podio. A Parigi Guillaume Bianchi, Alessio Foconi, Daniele Garozzo e Tommaso Marini non hanno fatto sconti a nessuno. Dominando quando gli avversari lo rendevano possibile, stringendo i denti e lottando quando la situazione si è fatta decisamente complicata, leggasi semifinale con il Giappone o la finale contro gli Stati Uniti, vissuta dall’inizio alla fine sul filo del più grande equilibrio.

Guilluame e Pippo – Fra i protagonisti assoluti della prova individuale di fioretto maschile, sicuramente ci sono Guillaume Bianchi e Filippo Macchi. Nel giorno in cui le punte azzurre incappano in una gara storta, il frascatano si regala il miglior risultato in carriera chiudendo al secondo posto e cedendo alla stanchezza ancora prima che a un grande Alexander Massialas, mentre il giovane pisano si spinge fino alla finale a otto dove si ferma non prima di aver fatto prendere uno spaghetto al futuro vincitore di giornata. Per lui anche il bagno di folla dei piccoli tifosi che hanno affollato il Coubertin per tutto il fine settimana. “Ieri ho rosicato tanto oggi un po’ meno” il commento dello stesso Macchi smaltita la rabbia. A 22 anni una finale a otto nel tempio della scherma è risultato di assoluto prestigio e visto quello che ha messo in mostra sabato scorso, ha tutti i crismi di essere soltanto un punto di partenza.

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Foto: Alessandro Gennari

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