Al “Trofeo Carroccio” le Azzurre vogliono prendersi Parigi. E dimenticare il 2015

La Coppa del Mondo di spada femminile torna a Legnano dopo 6 anni

Nata come gara di spada maschile nel 1978, il “Trofeo Carroccio” di Legnano si è disputato al femminile dal 2014 al 2017. La rinuncia forzata di Tallinn riporta la Coppa del Mondo sulle pedane del Pala Borsani con una gara che per le Azzurre potrebbe valere il pass per Parigi.

 

Febbraio 2017: sulle pedane del Pala Borsani di Castellanza va in scena, per quello che si credeva fosse stato l’ultimo capitolo, l’edizione numero 42 del Trofeo Carroccio. Una gara storica, nata come gara di spada maschile nel 1978 e andata avanti con questo formato fino al 2014, anno in cui la competizione è entrata a fare parte del circuito al femminile. Cinque edizioni, di cui una doppia nel 2016 e il testimone passato poi in maniera definitiva a Tallinn, che come la gara italiana aveva da poco mutato pelle accogliendo le donne al posto degli uomini. E il fatto che a imporsi in quell’ultima edizione fosse stata proprio una estone, Julia Beljajeva, aveva se possibile accentuato quell’effetto di passaggio delle consegne.

Sei anni dopo, il massimo circuito della spada femminile è pronto nuovamente a tornare in scena a Legnano. Un’occasione che la Federazione Italiana Scherma ha voluto cogliere al volo non appena era diventata ufficiale, sul finire di agosto, che Tallinn non avrebbe avuto l’organizzazione della gara a causa della politica del paese Estone che prevede divieto assoluto di accesso sul territorio nazionale ad atleti di nazionalità russa, compresi quelli autorizzati a gareggiare in quanto neutrali, dal momento dello scoppio della guerra in Ucraina. Una decisione che naturalmente ha avuto ripercussioni su tutti gli eventi sportivi internazionali organizzati in Estonia e che al momento mette in discussione anche il ritorno in calendario della stessa prova di Coppa del Mondo di spada femminile. Con il senno del poi, un’autentica beffa visto e considerato che al momento non risultano, nella entry list della prova individuale, atlete russe o bielorusse iscritte.

Ci saranno eccome, invece, le italiane. E ben in forze, con venti ragazze pronte a giocarsi la chance di una gara in casa che, soprattutto a squadre, potrebbe avere un peso specifico enorme in ottica della qualificazione ai prossimi Giochi di Parigi 2024. L’argento conquistato ai Mondiali di Milano ha avvicinato e non poco il quartetto composto da Rossella Fiamingo, Federica Isola, Mara Navarria e Alberta Santuccio all’obiettivo pass Olimpico ma, come predicato da un Dario Chiadò in versione pompiere in questi giorni di ritiro di immediata vigilia a Roma, serve anche tenere a freno l’entusiasmo e rimanere sempre sul pezzo per ridurre al minimo i rischi di potenziali rischiosi passi falsi. Anche perché le pedane del Pala Borsani non sono mai state troppo amiche delle Azzurre, che fra prove individuali e a squadre hanno collezionato solamente un secondo posto con Giulia Rizzi nel “Carroccio bis” del 2016 (vittoria di Erika Kripu, al suo primo successo in carriera) e un terzo posto a squadre nella primissima edizione grazie a Bianca Del Carretto, Rossella Fiamingo, Francesca Quondamcarlo e Mara Navarria.

Legato a Legnano c’è anche il bruttissimo ricordo di un ottavo posto a squadre nel 2015, svolta purtroppo negativa che complicò in maniera definitiva il cammino di qualificazione verso Rio 2016, fino al clamoroso e sportivamente drammatico epilogo della mancata partecipazione. Da quel giorno tanta acqua è passata sotto i ponti così come del tutto differente è la situazione in cui l’Italia si ritrova alla vigilia del Carroccio numero 43 della storia: un quartetto rafforzato da quell’esperienza (Fiamingo e Navarria erano già in squadra allora), una medaglia d’argento Mondiale valsa il pieno di punti e, soprattutto, di morale, un mood del tutto agli antipodi rispetto a quello in cui si presentò allora la squadra italiana reduce dall’ottavo posto di Mosca.  Fare bene il prossimo 12 novembre, magari avvicinando ancora di più il pass o, perché no, uscire dal Pala Borsani con già in tasca il biglietto destinazione Parigi significherebbe anche poter cancellare per sempre quel maledetto 25 ottobre di otto anni fa. Ci proveranno, Rossella, Federica, Mara e Alberta, con la speranza che l’effetto Milano, per quanto riguarda il pubblico, possa ripetersi anche a Legnano.

Twitter: agenna85

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Foto Bizzi