Implacabile Choi Chun Yin Ryan, Hong Kong fa nuovamente la storia nel fioretto maschile

Mondiali Tbilisi 2025: Choi Chun Yin oro nel fioretto maschile

 

Vincitore del Grand Prix di Shanghai a fine maggio, campione asiatico a giugno a Bali, campione del Mondo oggi sulle pedane di Tbilisi. Se vogliamo usare una litote, non proprio un finale di stagione da buttare per Choi Chun Yin Ryan, il nuovo re asiatico del fioretto maschile incoronato oggi a Tbilisi al termine di una gara mostruosa. A conti fatti e con il senno del poi, un qualcosa che perlomeno toglie qualche grado alla scala di amarezza dei nostri Guillaume Bianchi e Filippo Macchi, finiti sulla strada dell’allievo di Maurizi Zomparelli oggi in missione per fare la storia. Un concetto, quest’ultimo, che nelle ultime stagioni sta diventando parecchio in voga dalle parti di Hong Kong. Perso subito per strada il due volte campione Olimpico Cheung Ka Long, sorpreso al primo assalto dal belga Van Campenhout, ecco salire di tono Choi Chun Yin.

Non una sorpresa, come da suggerimento dell’incipit dell’articolo. Anzi, lo spauracchio più temibile dello spicchio di tabellone in cui gravitavano i nostri Guillaume Bianchi e Filippo Macchi, altrimenti destinati a un rendez vous nel match con vista sul podio. Laddove è approdato soltanto SuperPippo, che avrebbe meritato sicuramente di veder ricompensata con una medaglia la sua gara tutta cuore e grinta. Fatal Hong Kong, ancora una volta, ha voluto altro ma resta la prova da applausi del vice campione di Parigi 2024. E del buono, malgrado il mancato ingresso fra i primi otto, c’è anche nelle gare del già citato Bianchi e di Alessio Foconi. Dominante, il campione Europeo di Genova, nei primi due assalti che lo hanno portato purtroppo fra le fauci del famelico futuro campione del Mondo. Di lotta e di rimonta il ternano, bravo a rimettere in piedi due assalti che sembravano già persi sia contro il cinese Mo Ziwei nel tabellone dei 32 sia contro il russo Kiril Borodachev agli ottavi di finale, anche se qui è mancato il lieto fine.

Nota di delusione per Tommaso Marini, uscito di scena nel secondo assalto di giornata per mano del giapponese Yuda Nagano al termine di un match rocambolesco. In cui il campione del Mondo di Milano 2023 parte ad inseguimento, mette la freccia ma poi si trova nuovamente a dover rimettere in piedi una situazione fattasi preoccupante sul 10-14. Finita qui? Nemmeno a parlarne, perché Tommy rimonta, arriva 14-14 ma alla fine a passare è il nipponico.

Cercherà riscatto a squadre il campione marchigiano, una delle tante vittime di una gara pazza che fin dalle prime battute ha mietuto vittime su vittime. Restano a bocca asciutta e fuori dai primi otto gli statunitensi, passano all’incasso il francese Maxime Pauty e l’ungherese Gergo Szemes, lasciandoci pure con l’interrogativo di cosa sarebbe potuto succedere se all’inizio della semifinale con Choi non avesse subito un devastante parziale di 1-8 che di fatto ha indirizzato l’assalto in direzione Hong Kong. Medaglia anche per Kiril Borodachev, l’ultimo ad arrendersi allo strapotere del nuovo campione del Mondo. L’uomo in missione per continuare a scrivere la storia schermistica di quel lembo di Cina chiamato Hong Kong.

Classifica – 1. Choi Chun Yin (Hkg), 2. Kiril Borodachev (Ain), 3. Gergo Szemes (Hun), 3. Maxime Pauty (Fra), 5. Filippo Macchi (Ita), Mohamed Hamza (Egy), 7. Kazuki Iimura (Jpn), 8. Daniel Dosa (Hun)

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Foto Eva Pavia/Bizzi Team

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