Di ori Olimpici individuali in saccoccia ne ha già due. Di quelli continentali ben undici e, facilmente, still counting da qui alle prossime stagioni. Ma l’oro Mondiale individuale, no. Quello Lee Kiefer non lo aveva ancora vinto. Un lungo, lunghissimo inseguimento iniziato nel 2011 quando, ancora minorenne, costrinse Valentina Vezzali a sudare le proverbiali sette camicie e qualcosa in più per aver ragione di lei nella semifinale iridata di Catania. Una gara che se da una parte consacrò per la sesta volta la jesina regina del fioretto femminile, dall’altra rese chiaro a tutti che quella ragazza di Cleveland aveva la stoffa per diventare una grandissima interprete della specialità. Quattordici anni e due titoli Olimpici più tardi, ecco allora arrivare la meritata consacrazione e quella medaglia che finalmente completa la collezione della donna che record dopo record ha riscritto la storia della scherma negli Usa.
Un concetto, quello del fare la storia, che sembra essere sempre di più il filo conduttore di questo Mondiale georgiano. La prima volta di un atleta di Hong Kong nel fioretto maschile, la prima volta di un’ucraina nella spada femminile. E oggi, in una palazzetto ancora ribollente per la vittoria di Sandro Bazadze davanti al pubblico amico, la prima volta di una statunitense nel fioretto femminile. Semplicemente perfetta la gara di Lee Kiefer oggi, che pure qualche strega l’ha vista nel corso del suo cammino. Merito di Martina Batini, tanto devastante nella prima parte del quarto di finale al punto da sembrare di aver tolto i super poteri alla ragazza di Cleveland. La pisana si porta dapprima sull’8-3 quindi sull’11-4, ma la reazione della due volte campionessa Olimpica è veemente e, soprattutto, vincente. Il 15-13 conclusivo è semaforo verde verso la certezza di una medaglia e terzultimo del capolavoro del folletto statunitense. Prova a fermarne la corsa Martina Favaretto, ma la noalese concede la prima manche e si vede costretta a un dispendioso inseguimento strozzato dalla stoccata numero 15 dell’americana. Fa quello che può la sin lì enorme Pauline Ranvier, capace di vestirsi da bestia nera dei colori Azzurri per arrivare fino alla finale prima di afferrare forte e chiaro il messaggio proveniente dall’altra parte del rullo: Lee Kiefer è una donna in missione e il 15-4 finale ne è piena certificazione.
Agrodolce la giornata in casa Italia. Il doppio bronzo raccolto dalla già citata Martina Favaretto e da Anna Cristino, brava comunque a bagnare con una medaglia la sua prima Mondiale condita peraltro da scalpi importanti come quelli dei due terzi del podio di Parigi 2024, lascia nel palato un sapore amaro. Per come sono andati gli assalti, ma anche per quella rimonta subita da Martina Batini che avrebbe riscritto completamente la narrativa di questa giornata per i colori Azzurri. In cui è mancata Arianna Errigo, che dopo due assalti vinti di autorità contro Bulcao e Martyanova è crollata sotto i colpi di Martyanova. Nel classico commento affidato ai social, la muggiorese ha espresso tutta la propria amarezza per una giornata non andata come nelle previsioni. Ma conoscendola, siamo certi che fra due giorni nella prova a squadre, dove ci sarà Alice Volpi al posto di Martina Batini, lo spartito in pedana sarà completamente diverso.
Classifica – 1. Lee Kiefer (Usa), 2. Pauline Ranvier (Fra), 3. Martina Favaretto (Ita), 3. Anna Cristino (Ita), 5. Eleanor Harvey (Can), 6. Yuka Ueno (Jpn), 7. Martina Batini (Ita), 8. Jessica Ji Zia Guo (Can)
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Foto Eva Pavia/Bizzi Team



