Approvato il decreto per l’autonomia del CONI, l’Italia sarà a Tokyo con Inno e Bandiera

 

A Tokyo l’Italia ci sarà, e gli atleti potranno gareggiare rappresentando la bandiera e potendo cantare, in caso di vittoria, l’Inno nazionale. Evitata in extremis, quindi, la sanzione del CIO che fino alla giornata di ieri sembrava – secondo indiscrezioni giornalistica – ormai inevitabile.

Decisivo in tal senso, come riportato dalle agenzie stampa, l’intervento diretto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha sbloccato la situazione.

“Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto contenente le norme che sanciscono l’autonomia del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Ora l’ultima parola spetta al Parlamento in sede di conversione. Per la lunga e gloriosa storia sportiva e democratica del nostro Paese era improbabile che l’Italia venisse così duramente sanzionata già domani, ma la decisione di oggi fuga ogni dubbio e risolve il problema dell’indipendenza del Coni lasciato aperto dalla riforma del 2019”: questo il commento del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha quindi immediatamente informato il presidente del CIO Bach dell’avvenuta approvazione del decreto.

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Foto Bizzi

 

Il TAS condanna la Russia: squalifica dimezzata ma niente Giochi di Tokyo

 

Squalifica dimezzata da quattro a due anni, ma ai prossimi Giochi di Tokyo e Pechino (Olimpiadi invernali 2022) la Russia non ci sarà: così si è pronunciato il TAS in merito al ricorso fatto dalla stessa Russia dopo la squalifica di quattro anni inflittagli dal CIO per l’affaire doping.

Niente bandiera russa e niente inno, quindi. A Tokyo (così come a Pechino) potranno comunque gareggiare quegli atleti che si dimostreranno del tutto avulsi dal meccanismo di doping di Stato che ha travolto la corazzata sportiva dell’Est Europa. La squalifica vale anche per i prossimi Campionati Mondiali di Calcio previsti in Qatar nel 2022: in caso di qualificazione, la squadra della Russia potrà comunque prendere parte alla rassegna iridata ma senza i simboli ufficiali della Nazione.

Con Tokyo 2020 e Pechino 2022, diventano quindi tre le edizioni dei Giochi Olimpici senza la presenza ufficiale della Russia.

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