Chiusura con il… bronzo

Terzo posto per il quartetto azzurro nella prova a squadre di fioretto maschile. Vince la Francia sulla Cina.

 

La voglia di riscatto dei quattro fiorettisti azzurri alla fine ha avuto la meglio sul caldo pubblico di casa che ha provato in tutti i modi a spingere Alexei Cheremisinov e compagni verso la vittoria di una medaglia bronzo comunque importante una volta sfumato l’obiettivo grosso. Si, perchè Italia – Russia, da molti prevista come finale per la posta massima, ha messo in palio “solo” il bronzo.

La vittoria degli azzurri è schiacciante, molto più di quanto dica il già netto 45-29 finale. Giorgio Avola – titolare a partire dalla semifinale al posto di Valerio Aspromonte – Andrea Baldini e Andrea Cassarà hanno fin da subito voluto mettere in chiaro le cose. Partire a razzo per chiudere subito fuori dalla Tennis Academy di Kazan le ambizioni russe di medaglia. Così hanno fatto Andrea Cassarà e Andrea Baldini, che in rapida successione hanno rifilato un doppio 5-1 rispettivamente ad Alexey Cheremisinov e al giovane Timur Safin. Da lì è stata tutta una tranquilla cavalcata fino all’ultima stoccata, quella che ha regalato agli azzurri la medaglia di bronzo. Resta il rammarico di fronte a quello che sarebbe potuto essere, se gli azzurri avessero tirato con questa grinta e cattiveria anche la semifinale con la Cina, comunque combattuta con grande impegno e persa di misura (45-39).

Ma c’è anche, e soprattutto, il bicchiere molto più che mezzo pieno di una medaglia iridata che, pur rappresentando un passo indietro rispetto all’accoppiata Olimpiadi – Mondiali maturata fra il 2012 ed il 2013, chiude con il sorriso una stagione complicata per il fioretto maschile, anche se non del tutto priva di gioie. L’argento europeo, i due podi di Parigi e La Coruña in Coppa del Mondo, il bronzo iridato di oggi: il fioretto maschile italiano, malgrado l’aumento della concorrenza, resta sempre fra i più competitivi dell’intero lotto.

Intanto il circus della scherma ritrova una storica protagonista: è la Francia, che sembrava un po’ appannata negli ultimi periodi. Il disastro olimpico di Londra 2012, quando l’intera spedizione fece ritorno a Parigi con la saccoccia vuota di medaglie, sembra ormai essere alle spalle. Erwann Le Pechoux, classe 1982, è la guida di un gruppo di giovani talenti come Enzo Lefort – salito a numero 2 del Mondo – Julien Mertine e Vincent Simon. Sono loro i nuovi campioni del Mondo di fioretto, un mese dopo aver vinto l’oro europeo nella gara di casa a Strasburgo: senza storia la finale contro la Cina, terminata 45-25. Ma Jianfei e compagni restano “in partita” solo per il primo giro di assalti. Poi la marea transalpina monta inarrestabile e per gli asiatici non resta altro da fare che attendere l’inesorabile condanna. La firma Le Pechoux, che  manda i suoi compagni a cantare la Marseillaise.

Nella festa francese, c’è stato spazio anche per l’Italia, per l’arbitro genovese Marco Pistacchi chiamato a dirigere la finale maschile. Per la scherma azzurra un ‘altra soddisfazione nel giorno in cui il Dream Team femminile ha spiccato il volo verso la leggenda e oltre.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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