«Sulla buona strada»

Ha il volto sereno di chi sa che le cose non possono che migliorare, Marco Fichera, dopo la sua eliminazione nel tabellone dei 64 al Trofeo Carroccio di Legnano. «Contro lui dovevo vincere, la sua scherma è perfetta per le mie caratteristiche». Lui è Elmir Alimzhanov, il kazako che lo ha battuto 15-9. Ha sette anni più di lui, e forse gran parte della differenza sta qui.

«Ha più esperienza di me, non posso lamentarmi. Ho fatto due gare quest’anno e due volte sono arrivato nei 64». Ecco, quello è l’obiettivo minimo, il confine «tra una brutta gara e il mio dovere. Tutto quello che viene dopo è guadagnato». Parla al plurale Marco Fichera, perché quando dice «non ci siamo, ma stiamo arrivando» si riferisce a se stesso e all’amico fraterno Andrea Santarelli, uscito anche lui nei 64 contro il coreano Jung. «Il problema non è di quest’anno, semmai è stato negli anni precedenti. In Italia, per i giovani, è difficile fare esperienza. Non c’è lo spazio che danno altre nazioni». Così ci si trova a rincorrere: «Spero davvero che a Tommaso Melocchi e Lorenzo Buzzi facciano fare più gare tra gli assoluti di quante non ne abbiamo fatte noi da under 20».

Non perde l’ottimismo comunque, perché i risultati di Doha e Legnano non sono da buttar via. «In Qatar avevo vinto sei assalti nel girone. Qui ho tirato male, ma sono riuscito comunque a riprendermi nelle dirette e qualificarmi per la seconda giornata. È un buon segnale». Insomma, si può solo crescere. Le qualità ci sono, l’esperienza seguirà.

Twitter: GabrieleLippi1

Foto di Augusto Bizzi per Federscherma

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