Sciabola femminile, si riparte da Pechino

Il cammino verso Rio parte dalla Cina, sede sella settima prova di Coppa del Mondo di sciabola femminile. 

 

La corsa alle Olimpiadi di Rio 2016 parte, per le sciabolatrici, da una città che le Olimpiadi le ha già ospitate. Pechino evoca dolci ricordi a Mariel Zagunis, che qui colse il secondo oro a Cinque Cerchi di fila a livello individuale, e Olga Kharlan, che si rivelò al Mondo pilotando le sue compagne di squadra sul gradino più alto del podio. A distanza di sette anni e con una nuova avventura olimpica all’alba dei suoi giorni, le due protagoniste di quelle sfide sono ancora qui, in pole position nella corsa lungo la strada che porta in Brasile.

La bionda ucraina ha diviso sin qui i successi di tappa con Sofya Velikaya, tre ciascuna dopo il “pareggio” messo a segno da Olga a Seul; la fuoriclasse di Beaverton ha spesso e volentieri accompagnato sul podio le due grandi rivali di questa stagione ed è pronta a rilanciare il “triello” magari prendendosi quella vittoria che spezzerebbe il duopolio russo-ucraino. Si riparte quindi con ancora le due ragazze dell’est a fare da lepre e tutte le altre a inseguire, pronte ad approfittare di ogni minimo inciampo nella corsa sin qui perfetta di Olga e Sofya: detto della Zagunis, il gruppo delle podiabili è da ricercarsi nel solito lotto di nomi. A partire dalla nostra Rossella Gregorio – per lei due podi e tre finali a otto nelle sei gare sin qui disputate, e il decimo posto di Gand come peggior risultato stagionale – per arrivare alla campionessa olimpica di Londra Jiyeon Kim, terza l’anno scorso e desiderosa di riscatto dopo la brutta prova nel Grand Prix di casa. In mezzo, le insidiose americane Dagmara Wozniak (due podi per lei in stagione) e Ibtihaj Muhammad, fresca di secondo posto in Corea. Si attende poi uno squillo dalle altre atlete russe, in particolare Ekaterina Dyachenko, quest’anno autrice di una stagione sin qui priva di lampi.

Nella gara della passata stagione, che disputò con la formula Grand Prix, a vincere fu Olga Kharlan, che centrò a spese della padrona di casa Chen Shen la vittoria numero quattro in stagione. Sul podio ci salirono anche la francese Charlotte Lembach e la coreana Jiyeon Kim, in una gara sì dai contenuti tecnici elevati ma che si caratterizzò per l’assenza delle atlete di Russia e Italia. Naturalmente, vista la posta in palio, quest’anno nessuna ha marcato visita e la lista di iscritte conta ben 200 nomi con provenienza da 32 paesi di tutto il Mondo.

Con la partenza delle qualifiche olimpiche, grande importanza rivestiranno le gare a squadre. Con Stati Uniti e Russia al momento nettamente avanti nel ranking, il quartetto azzurro  proverà a Pechino a dare seguito alla splendida affermazione di Gand, provando nel frattempo a scalare anche qualche posizione nella classifica, dove se la deve vedere con il giovane e agguerrito quartetto della Francia e con quello dell’Ucraina, attualmente al quarto posto ma distante appena un punto. Al momento la qualificazione per Rio non è in discussione (pur essendo fuori dalle prime quattro, l’Italia è nettamente la prima nella zona Europea) ma si sa, l’appetito vien mangiando…

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