Crac Italia, un fulmine azzurro a ciel sereno

Spada femminile: le azzurre chiudono settime. Oro alla Cina sulla Romania, Ucraina bronzo.

 

 

Quando meno te lo aspetti. La giornata no della spada femminile azzurra si materializza nel luogo sbagliato e al momento sbagliato, ovvero al Mondiale. La gara che avrebbe dovuto consacrare definitivamente il quartetto azzurro ai vertici della specialità dopo tre medaglie di bronzo consecutive nelle ultime tre edizioni fra Europei (Strasburgo 2014 e Montreux quest’anno) e Mondiali (Kazan 2014), una serie di nove podi nelle ultime dieci gare e il primo posto nel ranking, si rivela infatti un cocente passo indietro tanto per le aspettative quanto per le proporzioni, anche in virtù delle buone premesse che sembravano essere state poste nella giornata di ieri.

La slavina inizia a materializzarsi nel primo assalto di giornata, ai quarti di finale contro la Francia, in un incontro che sulla carta può nascondere qualche insidia, ma che ben presto si trasforma in una salita via via sempre più ripida. Rossella Fiamingo, fresca del bis iridato individuale, pare aver smarrito d’improvviso tutto lo smalto ammirato due giorni fa e subisce in tutti e tre i propri parziali (4-2 da Mallo, 3-1 da Nisima e addirittura 15-7 in ultima frazione da Candassamy), Mara Navarria dapprima stenta contro Nisima (3-4), quindi tiene a bada Candassamy (6-5) ma, in una situazione di perfetta parità nel punteggio (25-25), stecca nell’ottavo parziale contro Mallo (5-2); solo Bianca Del Carretto riesce a mantenere l’equilibrio fin oltre metà gara, con due parziali vinti su tre disputati, ma tirando le somme lo sforzo non può bastare.

Fuori dalla lotta per il podio, le azzurre non riescono a invertire la rotta nemmeno nell’assalto per il quinto posto contro la Russia (45-29 il finale, in un assalto mai in discussione), ripiegando a fine giornata sul settimo posto dopo la vittoria sul Giappone (45-32). Lo stesso settimo posto che impedirà all’Italia la conquista della Coppa del Mondo a squadre di specialità, un altro traguardo che sembrava alla portata dopo gli ottimi risultati della stagione.

Nella corsa al podio a spuntarla è infine la Cina, che soprattutto nella finale con la Romania tesse la propria ragnatela e con parziali mai eclatanti ma di grande continuità (8 assalti vinti su 9, solo Simona Pop riesce a strappare un 6-5 a Xu Anqi) ottiene una meritata medaglia d’oro.  Terzo posto per l’Ucraina, che nell’assalto di consolazione rischia di compromettere nel finale un vantaggio arrivato fino a otto stoccate, tuttavia Yana Shemyakina resiste al ritorno della Candassamy e chiude per 44-42.

 

Twitter: MattiaBoretti

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 

 

 
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