Italspada d’argento, ma sogni d’oro

Grande prova degli spadisti azzurri, che cedono solo alla Francia.  Bronzo per l’Ucraina.

 

L’argento è solo per la cronaca. Perchè la prova degli spadisti azzurri di oggi, fa sognare in vista delle Olimpiadi di Rio. Sopratutto ad analizzare le vittorie contro Russia ai quarti e Ucraina in semifinale, firmate da Enrico Garozzo: è l’acese, in assenza di Marco Fichera che tornerà a Rio (oggi sostituito da Lorenzo Buzzi), a chiudere tutti gli assalti. Ma sull’argento di oggi – che sancisce il ritorno sul podio della squadra di spada maschile dopo il bronzo del 2009 – c’è il lavoro congiunto di tutta la squadra.

Di Andrea Santarelli, che rimedia alla partenza lenta di Pizzo e Garozzo, ma anche dello stesso aviere catanese, che nella semifinale contro l’Ucraina riacciuffa il quartetto campione del Mondo dopo che gli ucraini avevano provato una fuga decisamente pericolosa. Cuore, carattere e testa sempre sull’assalto: questi i mezzi di un italspada che in un solo anno vede mutata totalmente la prospettiva in vista di Rio. Da Montreux erano tornati a casa con il morale sotto i tacchi e con il baratro della mancata qualificazione pericolosamente spalancato sotto i piedi, da Torun tornano a casa con un argento che sa di oro, ma soprattutto con la convinzione di poter lottare ad armi pari con la Francia. Che, in soldoni, significa arrivare in Brasile con il ruolo se non dei favoriti, perlomeno dei co-favoriti. Allora sarà rientrato anche Marco Fichera – una garanzia in chiusura di assalto – e lo stato di forma sarà ottimale perchè impostato proprio su quella gara.

La cronaca racconta dell’ennesima vittoria della Francia, che si riconferma al vertice dopo la vittoria di Montreux: il quartetto composto da Yannick Borel, Gauthier Grumier, Daniel Jerent e Jean Michel Luceneay trova subito il piccolo break nella terza frazione proprio con Lucenay, prima di amministrare con tranquillità fino al 45-40 finale. Sul podio ci arriva anche l’Ucraina, che nella finalina per il bronzo batte nettamente la Svizzera. E conti che si riaggiornano, in attesa del rendez-vous finale sulle pedane di Rio de Janeiro.

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Fotografia Augusto Bizzi 
jizzrain.com/vd/2353-video

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