Andrea Cipressa «Vogliamo arrivare a Torino al massimo della forma»

L’Italia del fioretto si prepara al Grand Prix torinese, ce ne parla il commissario tecnico Andrea Cipressa

 

La scorsa settimana siamo state accolte dalla squadra nazionale di fioretto e dal commissario tecnico durante il loro ritiro, abbiamo passato insieme qualche ora e proprio Andrea Cipressa ci ha parlato dell’allenamento in corso, dei suoi atleti: al maschile ritroviamo Daniele Garozzo mentre al femminile  si cerca la vittoria individuale fin’ora sfuggita  per una sola stoccata; e del futuro già in pedana.

Partiamo con l’avvicinamento con l’unica tappa di Coppa del Mondo in Italia. Cosa significa per voi la prova di Torino?

La gara di Torino è un appuntamento cui teniamo ad arrivare al massimo della forma, per fare il massimo del risultato e per onorare lo sforzo organizzativo di un comitato che ogni anno ci fa ben figurare a livello internazionale con le altre federazioni. Abbiamo fatto come sempre un allenamento ad hoc che terminerà domani per prepararci per questa gara. Tutti i ragazzi stanno lavorando bene, non ci sono particolari situazioni problematiche. L’unica nota è il ritorno di Daniele Garozzo che naturalmente è al 50% ma un mese fa era in sala operatoria, il fatto che già sia qui non voglio dire che sia un miracolo ma dimostrazione di un recupero che questo atleta incredibile ha avuto. Ci prepariamo col solito spirito: andare per vincere consapevoli che si può anche perdere perché anche gli altri sono forti.

Poi c’è Alessio Foconi che magari può confermarsi

Alessio sta facendo una grande stagione, sta dimostrando di essere ormai un atleta maturo, solido, consapevole delle sue forze e lo ha dimostrato. Nella scherma questo approccio mentale al match è quello che spesso fa la differenza.

La sua stagione è esplosa proprio l’anno scorso a Torino, si sapeva già che fosse forte però questo trend positivo è iniziato lì

E’ vero, ma proprio per questo ti dico che la condizione mentale a volte fa la differenza, per esempio Edoardo Luperi che veniva da un paio di anni con difficoltà, ha fatto una gara sofferta ma bella a Tokyo in cui ha centrato un podio, in quest’allenamento sembra un’altra persona, in realtà è la stessa persona ma ha acquisito strafottenza agonistica, entra in pedana non tanto con paura di perdere ma con voglia di vincere che è ben diverso.

Il bilancio di questa prima parte di stagione è positivo dunque, anche per le squadre?

Assolutamente sì, individualmente sì, le donne sì, c’è mancata la vittoria individuale ma abbiamo centrato tre secondi di posti, di cui due persi 15 a 14. L’ultima gara degli uomini a Tokyo no, perché abbiamo perso con una squadra con cui mai avremmo dovuto perdere, cioè la Danimarca, però va bene così, dico sempre che dalle sconfitte bisogna trarre insegnamento, questo ci insegna che nessun avversario va mai né sopravvalutato né sottovalutato, bisogna iniziare i match con rispetto di chiunque, consapevoli che si può perdere con chiunque e dando sempre il massimo.

A Torino ci saranno anche giovani, tra cui Martina Favaretto. Avete aspettative?

Torino è una bella occasione in cui ho autorizzato molti giovani perché voglio vederli anche in una competizione internazionale assoluta, in Italia siamo messi abbastanza bene, abbiamo voglia di vedere questi ragazzi crescere e farli crescere è un nostro dovere, secondo quella ricerca in più che ci ha sempre permesso di continuare a rimanere competitivi. Vedremo, non pretendo niente da questi ragazzi, semplicemente fargli fare un’esperienza internazionale e fargli respirare l’aria dell’assoluto.

 

Twitter: @Ariariasally

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Fotografia Augusto Bizzi

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