25 atleti, una sola missione: cancellare gli 0 ori di Budapest 2019

Scherma - L'Italia al Cairo deve cancellare gli 0 ori di Budapest

 

Venticinque contro zero. O meglio, in venticinque per cancellare uno Zero. Quello fatto segnare dall’Italia alla voce ori nei Mondiali di Budapest del 2019 (dove pure l’Italia chiuse con il bel botino di 1 argento e 7 bronzi), gli ultimi disputati prima che il Covid con tutti i suoi annessi e connessi arrivasse a stravolgere la vita di tutti quanti. Con il senno di poi, si sarebbe potuto interpretare il risultato della rassegna danubiana come una sorta di anticipazione di quanto sarebbe accaduto due anni dopo sulle pedane di Tokyo. Altro evento, altra buona raccolta di medaglie ma anche lì, alle Olimpiadi come ai Mondiali, nessuna esecuzione dell’inno di Mameli.

Da quel luglio sono passati tre anni e molte cose sono cambiate in casa Italia. C’è stata una rivoluzione tecnica completa che ha portato al cambiamento di guida in tutte e tre le armi. Il fioretto, massacrato ben oltre i propri demeriti dopo la campagna giapponese si è affidato nuovamente alle cure di una vecchia conoscenza (al secolo Stefano Cerioni) ed è tornato a dominare sia al maschile che al femminile. La spada ha rinnovato pur nel solco della continuità, affidandosi alla direzione di Dario Chiadò – per tanti anni collaboratore stretto di Sandro Cuomo – e ottenendo parecchi dividendi. La sciabola pur con qualche difficoltà e con un cambio in corsa fra Luigi Tarantino e Nicola Zanotti ha saputo comunque dire la sua.

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La stagione di Coppa del Mondo e gli ultimi Europei da record ad Antalya hanno restituito un’Italia in salute e capace di portare a casa risultati brillanti. Ora resta solo l’ultima tappa, da affrontare al meglio e con il carico di entusiasmo che tutta l’annata ha portato con sé. Chi ha vinto tanto non vuole di certo fermarsi qui, soprattutto se con il Cairo si ha un piccolo conto aperto: ogni riferimento al quartetto del fioretto maschile, che proprio sulle pedane egiziane non è riuscito per l’unica volta in stagione ad artigliare il gradino più alto del podio non è per nulla casuale. Ma la fame di vittoria non è certo prerogativa di quattro ragazzi che vogliono chiudere al meglio una stagione trionfale.

Proclami di sfida si sono levati da un po’ tutti i settori e da tutte le armi, ognuno desideroso di apportare il proprio contributo alla missione italiana in Egitto: impedire che anche al Cairo si possa ripetere quanto accaduto a Budapest tre anni fa.

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Foto Pavia/Bizzi Team

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