Gioia Romania, la prima volta non si scorda mai

Battuta in finale la Cina e vince un’oro storico. Bronzo alla Russia, vittoriosa nella finalina sull’Estonia.

 

Il sunto della giornata odierna in chiave italiana è tutto nelle parole che Rossella Fiamingo ha postato sul proprio profilo Facebook: «Che tristezza non essere li, questo doveva essere il nostro giorno… purtroppo pero le cose non vanno sempre come speri». E così, la serata che avrebbe potuto tingere di azzurro il cielo sopra Rio De Janeiro, si trasforma nella serata di Ana Maria Popescu e della Romania, che per la prima volta nella sua storia guadagna il titolo Olimpico, strappandolo proprio alle campionesse uscenti della Cina.

Un assalto che le ragazze di Podeanu (Loredana Dinu, Simona Gherman, Simona Pop, Ana Maria Popescu) conducono fin dalle prime battute. Un inizio tattico, con il primo parziale chiuso sull’1-0 Romania quindi, dopo il 4-4 fra Pop e Xu, sono proprio le romene a prendere il comando delle operazioni e a porre le fondamenta su cui edificare la medaglia d’oro. Decisivo in tal senso il quinto periodo: Levavasseur toglie il bronzo della prova individuale Yiwen Sun e al suo posto entra Jialu Hao. Una scelta che si rivela tutt’altro che un buon affare, Popescu fa 4-0 e la Hao opta per una ritirata strategica. Dato lo strappo decisivo, non resta altro che scavare il solco: Gherman aggiunge altre tre tacche a spese della Xu, la Dinu – entrata al posto di Pop per prendersi anche lei gloria e medaglia – boccia definitivamente la mozione Hao lanciata da Levavasseur e allunga di una stoccata ulteriore all’alba dell’ultimo e decisivo giro di assalti. Che fa registrare il sussulto di vita della Sun (9-6 su Gherman) a ridurre il gap e provare a rendere più agevole la strada della rimonta alla Xu.  Ma cinque stoccate sono troppe da recuperare anche per la ex numero uno al Mondo, soprattutto se dall’altra parte c’è una Popescu ispirata e vogliosa di prendersi quell’oro Olimpico stregato a livello individuale. La volonterosa cinese si lancia all’assalto vanamente, mentre la stella romena si concede anche lo sfizio di una stoccata volante ad uso dei fotografi. La firma migliore su una giornata straordinaria.

Cominciata però con il brivido di un assalto di quarti di finale da sbrogliare alla priorità (24-23) contro le americane. Le sorelle Hurley fanno vedere i sorci verdi alle future regine e per qualche secondo fan vedere loro i fantasmi di quattro anni fa, quando furono le coreane a spegnere subito i sogni di gloria romeni. Scampato il pericolo, la banda Podeanu ha potuto proseguire il suo percorso trionfale: 45-31 alla Russia per prendersi il biglietto per la finale più prestigiosa, il resto è storia nota. La cronaca di un trionfo per una nazionale che negli ultimi hanno ha portato a casa due titoli Mondiali e dominato la scena Europea. E il coronamento di una carriera per chi, di quella squadra ne è stata colonna come Dinu, Gherman e Branza (non ce ne voglia se per una volta la chiamiamo con il cognome che l’ha consegnata per la prima volta agli onori delle cronache schermistiche).

Chiude con il bronzo la Russia (Olga Kochneva, Violetta Kolobova, Tatiana Logunova, Lyubov Shutova), che nella finalina per il gradino più basso del podio ha la meglio per 37-31 sull’Estonia, in una finale molto tattica e poco spettacolare, con le ragazze baltiche che scontano anche un passaggio a vuoto del loro elemento migliore, Erika Kirpu. Dopo il flop di Londra, con il podio sfumato alla priorità e la medaglia di bronzo che ha preso la via degli Stati Uniti, torna sul podio la Russia, che soffre nell’esordio contro la Francia, esce sonoramente battuta dalla Romania nello scontro fra le due squadre alla vigilia date per favorite nella caccia alla Cina, quindi artiglia il metallo meno nobile. Ma le ambizione di Mosca alla vigilia erano di ben altra caratura…

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Fotografie di Augusto Bizzi per Federscherma

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